Educazione del Cucciolo

Buone pratiche e tanti consigli

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Un cucciolo senza educazione sarà in futuro un Bouledogue tiranno e gli umani che vivono con lui saranno i suoi maggiordomi. Dunque, l’educazione del cucciolo è fondamentale. Il rispetto e la fiducia però si conquistano con modi gentili, pazienza, pratica&costanza. Da cuccioli, Dante e Mia, hanno fatto 10 lezioni con l’educatore cinofilo a cui sono seguite delle sessioni di socializzazione e tanta pratica a casa. Anche per questo motivo i nostri Bouledogue rispettano le regole imposte in casa, la routine e come interagire in società.

Per importi sul tuo Bouledogue dovrai essere fermo e risoluto, usare più i gesti che le parole ed essere tu il primo a rispettare le regole.

Un intenso primo piano di Mia, soldatino quando si tratta di dar seguito ai comandi

Educazione del cucciolo: controllo della situazione

Iniziamo con il comportamento.

Abbiamo scritto che dovrai essere fermo e risoluto. Cosa vuol dire? Significa che dovrai essere percepito dal tuo cane come l’umano autorevole.

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Dagli errori si impara

Chiamavamo indistintamente DanteeMia e infatti nessuno dei due ci badava sul serio. Avevamo commesso due errori in un colpo solo. Il primo errore era urlare DanteeMia, il secondo ripeterlo più volte. Grazie all’addestratore abbiamo imparato che l’educazione del cucciolo deve essere impartita singolarmente e non in coppia. Dante e Mia sono due Bouledogue, distinti, con caratteristiche e caratteri diversi. Ognuno ha le sue peculialità. Il Bouledogue deve entrare in empatia con noi e viceversa, ci si deve conoscere, con pregi e difetti. E soprattutto è necessario trovare il modo di comunicare efficacemente. Ripetere più volte il nome del cane (es. Dante, Danteee, DANTE) non funziona perché il comando perde di valore ed efficacia.

Dante e Mia passeggiano con l’umana ma capiscono al volo il comando dell’umano che li sta fotografando “Vieni!”

A volte usiamo l’accoppiata Dante, vieni e per fermarlo un sonoro Stop! È fondamentale che il tuo cucciolo riconosca e identifichi il suo nome come una richiesta di massima attenzione, un vero e proprio comando. Ricordiamo ancora quando Dante venne attaccato dall’Amstaff… Il suo padrone non ne aveva minimamente il controllo.

Esercizio del richiamo

Esercizio da fare ogni giorno con il tuo Bouledogue: prima in casa (più facile), poi all’aperto dove ci sono più distrazioni. Pronuncia il suo ‘nome’ in modo secco, solo una volta mentre ti abbassi. Il tuo bullo verrà da te e tu lo premierai con una crocchetta, in seguito con una carezza, fino a che il tuo cane verrà da te con facilità senza ricevere premi ma solo perché ti considera autorevole e meritevole di attenzione. (ovviamente se lo chiami per motivi futili perderai lo status)

Zone di privilegio

Per i nostri Bouledogue il letto, il divano e il bagno sono zone di privilegio. Accedervi per loro è il massimo perché entrano nel nostro cerchio. Ovviamente l’educazione del cucciolo è fondamentale. Non si entra in bagno da soli, non si sale in autonomia sul letto o sul divano. Sono abituati a chiedere il permesso: noi li prendiamo in braccio e salgono su di noi. Se lasciassimo campo libero sul divano/letto si allargherebbero subito e noi finiremmo per terra. Queste regole non sono automatiche, ci sono costate tempo e pazienza. In un mondo ideale a tutti noi piacerebbe avere il cane oggi sul letto/divano per 3 minuti per poi scenderlo. Ma lui non capirebbe il comando. Non esiste per il Bouledogue il comando snì – oggi si sale, domani no. Oppure non si sale sul divanetto del vicino e al bar; sul nostro divano sì ma a giorni alterni. Devi stabilire una routine e dovrai essere coerente.

Bouledogue guarda piatto con salmone affumicato
Dante, da bullo educato, si avvicina al piatto di salmone ma non si avventa famelico. Sa che non gli spetta!

Un altro esempio. Dante e Mia mangiano sempre agli stessi orari due volte al giorno (con cambio alimentazione in estate per via del caldo), ciascuno ha la sua razione nella sua ciotola, non si rubano il cibo, si mangia subito tutto e non a spizzichi e bocconi.

Le regole del gioco

Recensione Palline da tennis Kong Squeak Air
Mia con la Pallina da tennis Kong Squeak Air

Il gioco e le piccole passeggiate devono essere sempre presenti nella routine del tuo Bouledogue. Certo, il Bouledogue in estate è limitato dal caldo e dovrai portarlo in passeggiata con il fresco. È importante che gioco e passeggiate ci siano sempre, per permettere il completo sfogo delle energie in accumulo e prevenire comportamenti sgraditi, generati dallo stress.

Decidi tu quando si inizia e si finisce un gioco e di non assecondare la richiesta del tuo cucciolo. Ignoralo finché non smette di insistere, per poi invitarlo tu a giocare: in questo modo gli insegni a non pretendere, a non essere prepotente, a gestire la frustrazione, la rinuncia e a rispettare la gerarchia. Certo, non tutto verrà bene al 100%. Per esempio, Dante rispetto a Mia è possessivo nei nostri confronti. Mia invece rispetto a Dante è indipendente e sempre misurata.

Gestione delle attenzioni

Se il cucciolo si approccia con educazione ben vengano le coccole e le lodi. Ma non va bene assecondarlo sempre, anzi non badarlo subito se cerca la tua attenzione. Ignoralo momentaneamente, per prevenire la morbosità nei tuoi confronti (ad esempio: se accarezziamo un altro cane o stiamo parlando con una persona). Se invece le attenzioni sono richieste tramite salti, zampate, musate, abbai, etc. meglio ignorare il cucciolo, senza parlargli o spingerlo, girando su noi stessi per farlo scendere, finché non si calma e a quel punto premiarlo con il nostro saluto.

Consigli

Un umano è autorevole agli occhi del proprio Bouledogue quando impartisce insegnamenti utili. Chiamare il cane 100 volte per scemenze non va bene. Invece, se chiami il cane per consumare i pasti il comando acquista valore ed è un rinforzo positivo (il cibo è il motore di tutto, ndr). Nel dubbio di far casino, educa il cucciolo avvalendoti dell’aiuto di un professionista. Poi però devi far pratica ogni giorno utilizzando pochi comandi ma ben detti. Ricorda, il cane non capisce l’italiano né l’inglese quindi evita monologhi 🙂 Utilizza invece lo sguardo e qualche carezza per comunicare e trasmettere protezione, dolcezza e amore. Con il tempo diventerai la sua guida, l’umano a cui prestare ascolto, perché si prende cura di lui, insegna dei comportamenti con ricompensa (cibo, carezza) e proporre attività divertenti (giochini e piccole passeggiate).

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Scritto perché provato

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